E’ DEMOCRAZIA O DITTATURA COSTITUZIONALE?

Vincenzo Maria Gullace

Vincenzo Maria Gullace

Sentire la necessità di dare un titolo così grave , confesso che mi mette disagio e imbarazzo.  Mai avrei pensato di dover scrivere su un tale argomento , ma gli ultimi eventi lo impongono specialmente alla mia coscienza.  Un popolo civile deve poter contare su rappresentanti che operino per il bene del paese e della collettività e per giungere ad un tale livello c’è solo un modo, decidere chi sarà a rappresentarli attraverso una scelta.

Ebbene questo fondamentale diritto viene di tanto in tanto disatteso e a fare tutto questo è colui che dovrebbe garantirlo in quanto custode della Costituzione, il Presidente della Repubblica.

Fu Scalfaro il primo ad appropriarsi di poteri che non gli competevano in questa materia e la storia si ripete con Napolitano.

Alan Friedman

Alan Friedman

Il Presidente della Repubblica non può sottrarre al popolo un diritto fondamentale come quello di vedere i propri rappresentanti alla guida dello Stato di diritto, specialmente in questo preciso momento storico segnato dal  prevedibile fallimento del cosiddetto governo delle larghe intese voluto dal Presidente Napolitano .

Un diritto dovere inalienabile, quello di eleggere i propri rappresentanti e la guida del governo del Paese, per il quale tanti italiani hanno sacrificato la propria vita inseguendo la sospirata libertà; queste persone sono eroi e sono la nostra memoria storica più bella, e non possono essere cancellati con decisioni a cuor leggero nella migliore delle ipotesi.

Nessuno, e men che meno un Presidente della Repubblica, deve temere le consultazioni elettorali.

In una vera democrazia, regolari elezioni sono l’unico, indiscutibile sistema, per garantire la pace e la coesione sociale, valore e prosperità ad un paese e a chi in esso si identifica con amore e orgoglio .

Sembra che in Italia esista solo un grande problema che si chiama Berlusconi e tutto il resto non ha importanza.

Non è per nulla necessario essere un suo seguace per riconoscere che un’altra persona senza la disponibilità economica e la tenacia di Berlusconi farebbe già parte della controversa storia politica italiana, ma non è così e occorre tenerne conto fino a quando il consenso popolare premierà il sogno della rinascita italiana che il politico più odiato dal dopo guerra a oggi  è riuscito, populismo o non populismo, ad infondere in milioni di italiani.

Così come è necessario tenere conto che il voto di protesta del popolo non è un capriccio, ma una scelta precisa che deve insegnare molto a chi ha il dovere di rappresentare nelle sedi istituzionali il paese.

Il voto di protesta è utile e nasce dalla base e come tale non può fare paura a nessuno in democrazia; bisogna comprenderne le motivazioni e nel caso italiano non è affatto un esercizio difficile.
Certamente non è facile e veloce procedere ad un drastico snellimento della spaventosa macchina statale, fatta di spese enormi e assurde, e di privilegi inaccettabili e insostenibili, ma tutto questo deve essere eseguito per il bene del paese, per la difesa della democrazia e della libertà.

Sembra che solo i rappresentanti istituzionali , la magistratura e i partiti politici non vedano cosa accade quotidianamente in Italia.
Un paese senza certezze , senza cultura , senza sogni; un Paese che ha svenduto tutto quello che lo ha reso importante nel mondo: la lingua , la storia , la cultura , l’arte , la religione , l’ingegno e le capacità imprenditoriali e artigianali dei propri cittadini.

Un Paese che non tutela le famiglie e non coglie il grido di dolore di tanti cittadini onesti che non sanno come fare per vivere dignitosamente, soffocati da una spaventosa burocrazia e da odiose tasse che servono solo a coprire le voragini causate dalle scellerate politiche nazionali e locali; umiliati dalla perdita del lavoro e dall’impossibilità di garantire un futuro dignitoso ai propri figli .

Le trame di palazzo emerse di recente grazie al valoroso giornalista Alan Friedman , dimostrano due cose essenzialmente.

La prima è che siamo ignobilmente presuntuosi quando pensiamo di controllare tutto e tutti, inoltre, ci sentiamo  stupidamente sicuri quando pensiamo che un giornalista straniero non potrà mai crearci problemi al punto da farci cadere nel tranello professionale di una intervista galeotta;

la seconda è che tutto quello che sta accadendo in Italia, a cominciare dalla presunta crisi è costruito e manipolato ad arte, come il fantomatico spread, mai esistito prima come parametro finanziario nazionale di riferimento e usato per far sprofondare il Paese in una crisi terribile, che i veri esperti di economia non si spiegano, considerata la rilevante e solida struttura patrimoniale nazionale e la estrema cautela, a volte eccessiva, del sistema creditizio nazionale che non ha significativamente risentito della valanga americana che ha generato la crisi che tutti i paesi industrializzati stanno vivendo.

Dunque l’Italia è riuscita ad evitare  pesanti ricadute dopo il terribile impatto della crisi americana del 2008, a seguito della quale diverse banche americane dichiararono fallimento o pesanti insolvenze con effetti devastanti sia negli Stati Uniti, sia in numerosi paesi europei.
Malgrado ciò l’Italia arranca in Europa al traino dei Paesi più forti che non mancano di immischiarsi nelle vicende italiane e non certo per spirito di amicizia, ma animati da astio e rivalità storiche mai sopite.

Inoltre appare quanto meno curioso considerare come lo spread cali con governi di sinistra, per salire con quelli alternativi alla sinistra, senza che si percepisca alcun miglioramento nei conti pubblici e nella qualità della vita della popolazione.

Dopo quanto rivelato da Friedman è normale chiedersi  cosa accadrebbe se il Presidente del Consiglio in carica tramasse contro il Presidente della Repubblica per cacciarlo, mentre esercita le proprie funzioni di capo dello Stato democraticamente eletto, dovremmo parlare inevitabilmente di un attentato alla Costituzione, ma considerati i poteri dell’uno e dell’altro, appare molto più grave che un Presidente della Repubblica possa anche solo pensare di interferire nella conduzione del governo del paese arrivando a compiere gravi atti di slealtà istituzionale, come quelli che ha scoperto Friedman.

Rivendichiamo il diritto di avere una Costituzione che sia specchio di modello di vita per l’uomo come scrisse Plutarco nella sua opera “ Consigli ai Politici “, non una Costituzione che tutti sanno, a cominciare dal Presidente della Repubblica, essere vecchia e fatiscente; una Costituzione nata nell’emergenza e mai modificata, che ha generato una gigantesca struttura statale buona solo ad aumentare il debito pubblico; una Costituzione che metta l’uomo e la famiglia, il lavoro e lo sviluppo al centro dell’attenzione e dell’impegno, e non come accade oggi al centro del mirino.

Rivogliamo la democrazia, rivogliamo l’Italia!

Basta con questi governicchi che nascono come funghi e mancano di coraggio, indipendenza e autorevolezza.

Un dato per tutti, in sessantacinque anni dalla data della prima legislatura siamo arrivati a sessantatre governi, e allora la memoria ci riporta agli studi di una volta, quando nelle scuole si insegnavano i grandi classici, tra i quali troviamo 

Niccolò Machiavelli che nei suoi discorsi ebbe a scrivere “ Chi volesse nei presenti tempi fare una repubblica, più facilità troverebbe negli uomini montanari, dove non è alcuna civiltà, che in quelli che sono usi vivere nella città dove la civiltà è corrotta; ed uno scultore trarrà più facilmente una bella statua da un marmo rozzo, che da uno male abbozzato da altrui “.

Il Presidente della Repubblica , che predica austerità e sacrifici agli italiani per poi nominare cinque inutili senatori a vita, imponga ai rami del parlamento di rivedere e aggiornare la Costituzione e di cercare una soluzione per una riforma dell’attuale legge elettorale, assolutamente inadeguata a garantire la rappresentanza territoriale e la governabilità nel tempo, e non dimentichi che tutto questo lo deve al popolo italiano.

Quel popolo composto da aventi diritto al voto, che ancora non ha capito se il suo Presidente è stato legittimamente eletto dato che per la Corte Costituzionalela legge elettorale in vigore non è costituzionale, e poiché la Camera dei Deputati al momento della decisione dell’Alta Corte non aveva ancora proclamato la nomina dei deputati, verrebbe meno anche la nomina bis di Napolitano.

Vincenzo Luigi Gullace 

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