Chi ha la Golden Share sul governo Renzi?

renzi(…) Nel linguaggio figurato della politica la golden share sul Governo la detiene chi può concretamente condizionarne i comportamenti.
Nel caso Renzi, chi può vantare questo potere?  Alla luce della nostra analisi certamente non saranno i partiti minori ad avere l’ultima parola.
E neppure gli stessi compagni di partito dell’ex sindaco di Firenze, visti i risultati conseguiti dal neo segretario nelle ultime direzioni nazionali del Pd.
Allora chi? I sospetti convergono verso un’unica direzione, quella dell’inquilino di Palazzo Grazioli. 

Gli elogi berlusconiani a Renzi, il credito di fiducia concessogli sulla questione delle riforme strutturali, la sbandierata decisione di Forza Italia di fare un’opposizione costruttiva e non pregiudiziale, lasciano pensare che tra i due leader vi sia qualcosa di più di un gentlemen’s agreement sulla riforma dell’architettura istituzionale dello Stato, a partire dalla riformulazione della legge elettorale.

Tra i due si scorge, in controluce, un feeling destinato a produrre effetti nei mesi e negli anni che verranno.
Che è ciò che chiede la pragmatica Europa: un’autentica, sostanziale, concordia nazionale che possa facilitare a chi governa la strada per la riforma radicale del sistema Italia.

La Merkel, Hollande, Draghi e tutta l’allegra compagnia di Bruxelles,sanno perfettamente che senza Berlusconi, piaccia o no, la ristrutturazione del sistema economico produttivo e di finanza pubblica dello Stato, in Italia non si fa.

Nella sua tappa italiana, stimolato da una domanda posta ad arte dalla conduttrice su Berlusconi, Schulz, che com’è noto ha un contenzioso con il leader di Forza Italia (il quale nel 2003 lo apostrofò con l’appellativo di “Kapo”), si è ben guardato dall’esprimere giudizi di sorta sul nostro ex premier preferendo fare scena muta.

Sa bene Schulz che parlare male di Berlusconi oggi potrebbe costargli molto caro per le sue non celate ambizioni di carriera.
E vi pare che questo sia un riguardo che si presta a qualcuno considerato politicamente morto?
Quindi nessuna meraviglia se il misterioso personaggio della “golden share” fosse proprio lui, l’uomo di Arcore.

Renzi appare spavaldo e sicuro di sé.
Comunica con le espressioni del volto e del corpo la sua voglia di fare e una certa tranquillità nel pensare che gli si lascerà provare quello che ha in testa.
E Renzi, con la classe del consumato prestigiatore, al momento debito tirerà fuori dal cilindro il coniglio della magia.
Che questa simpatica sorpresa abbia le sembianze del “cavaliere”?
Il compianto Giulio Andreotti era solito dire che: “A pensar male si fa peccato, però…”.

Cristofaro Sola

 

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