Ullala ullala questo è Il valzer… dei “moscerini”

rodi S.L.J.

E ci siamo di nuovo! Cambia il direttore d’orchestra ma la musica è sempre quella: “suonata” per tasse e balzelli in Do (allo Stato) maggiore.
Eh si! Perché prima Monti, poi Letta e Renzi a seguire, siamo arrivati al 3° governo NON eletto dal popolo ma fortemente voluto da S.M. Re Giorgio.
Non che chi li ha preceduti abbia fatto qualcosa di diverso, ahimé; anche con lui/loro… “tutto chiacchiere e simbolo politico”.
A farne le spese, come al solito gli Italiani.
Ma su questo fantascientifico governo è stato già detto di tutto, di più e anche oltre; in realtà non si sa bene se per Roma siano stati più deleteri i palazzi dei poteri supremi o quelli “minori” come Regione, Provincia e Comune.
E proprio su questo oggi voglio lanciare le mie frecce… non me ne vogliano i romani ma se dal serial Rutelli-Veltroni-Alemanno non siete usciti bene, con Marino vi è capitato davvero una tegolata in testa.
Conosco bene la città; ci vengo spesso e non posso fare a meno di farmi questa domanda: come mai avete avuto bisogno di un genovese? Forse speravate che, vista la parsimonia che li rende famosi, aggiustasse i conti della Capitale… o forse auspicavate che, novello Cristoforo Colombo, vi avrebbe condotto  intrepido sulle acque tumultuose di impianti idrici dalla taciuta tossicità.
Se la Caput Mundi abbia conosciuto Sindaci peggiori non sta a me dirlo; certo è che questo l’ha resa una città assurdamente invivibile  perfino per quegli stessi romani che, con incontenibile entusiasmo, lo votarono credendolo un (improbabile) raddrizzatore di s(t)orti.
La Città di Cesare, di Michelangelo, di Trilussa e di tanti altri che la resero potente e famosa… è diventata una città dove i mucchi di “monnezza”, per dirla alla romana, spuntano come funghi dietro a ogni angolo (sta forse diventando una succursale della terra dei fuochi?), senza parlare delle pantegane che passeggiano in pieno giorno in Via del Corso (faranno shopping anche loro?).
Lasciamo da parte le inondazioni che, per poca (inesistente?) manutezione di scarichi e tombini hanno reso le strade (soprattutto quelle in discesa) dei veri e propri fiumi con tanto di rapide?
Ma la cosa che più fa sorridere sono I LAVORI STRADALI!
A parte il fatto che, là dove vengono fatti, l’esecuzione è perentoriamente fissata nelle ore di punta, con tutto quel che ne segue e che potete ben immaginare, provate a passare là dove ora vi dirò.
VIA ULISSE ALDROVANDI: poche decine di metri dopo lo zoo (opsss… scusate… Bioparco!), a destra, troverete una magnifica rete arancione delimitante lavori in corso che staziona DA MESI in quel punto, tant’è che sta pian piano accartocciandosi su se stessa, forse anche ad opera di sprovveduti automobilisti che non sanno della sua esistenza. Segnalare lavori in corso sulla carreggiata? Non sia mai!
Quel che mi lascia perplesso (e mi fa anche un tantino irritare) è che:
1- non ci ho mai visto lavorare nessuno, a nessuna ora del giorno
2- non si capisce in realtà di che cosa si tratti; se di un marciapiede rotto, un asfalto saltato, un accidente qualunque tra i tanti che rendono le strade della capitale sempre più simili a forme di gruviera.
VIA COLA DI RIENZO: percorretela verso Muro Torto e vi accorgerete, in fondo alla via, di una magnifica recinzione con la solita rete di cui sopra, che delimita un tombino affossato (forse un po’ troppo) nei sampietrini. Il tutto completato da frecce direzionali che indicano di passare a destra o a sinistra. Capperi! Non ditemi che c’è stato qualcuno che ha tentato di saltarlo!
Roma, “Grande Bellezza” (tralascio di infierire, esprimendo il mio parere su quel film)… lasciata a se stessa come un malato terminale di cancro.
Roma, che aveva conquistato il mondo, ora è conquistata da stuoli di gente (ho scritto “gente” quindi non potete dire che sono razzista) a cui viene data casa, sussidi, asili e quant’altro mentre i romani pagano le decime per una città che non gli appartiene più.
Perfino la chiusura dei Fori Imperiali si è inventato questo Sindaco, così amante della bicicletta. E ci ha messo pure un autovelox. Per multare cosa? I taxi? Gli autobus? O forse i mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine? Eh si! Perché sono loro gli unici che possono ancora sfrecciare su quella strada che, in un paio di chilometri (forse meno, non sono mai stato a guardare il contachilometri percorrendola), unisce Piazza Venezia al Colosseo.
“Così combattiamo anche l’inquinamento!” diranno i sostenitori più incalliti delle “marinate”… e io rispondo: mettete i blocchi anche in aria? O forse non sapete che smog e polveri sottili viaggiano col vento, insieme ai moscerini?
Ma di questo parleremo un’altra volta… altrimenti il Sindaco ci diventa verde.
L’unico pensiero che mi viene è “Povera Roma”… e mi chiedo se la prossima volta troverò un vigile urbano a impedirmi di entrare come indesiderato.

 

 

 

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