Archive for the ‘POLITICA’ Category

LA GIUSTIZIA DEI SUPERUOMINI, CONTRO UN UOMO VERO!

23 giugno 2014

berlusconiQuest’uomo è veramente insopportabile, nonostante abbia già goduto della clemenza della giustizia, che si è limitata ad assegnarlo ai servizi sociali, anziché costringerlo ad domiciliari o internarlo in un alta torre, continua ad insolentire i magistrati e le leggi Italiane.

Pensate durante il processo “Lavitola” ha osato dire: “la magistratura è incontrollata, incontrollabile, irresponsabile e ha l’impunità piena”. (more…)

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Roma, Cavalieri e Cavalierati

11 giugno 2014

di F.L.R.

Ormai non ci dobbiamo stupire più di nulla. Soprattutto nella Pubblica Amministrazione. Stamattina ho avuto il piacere di essere presente al conferimento di una onorificenza presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Cornice storicamente ed artisticamente (more…)

DUNQUE NAPOLITANO (FORSE) ADDIO?

30 aprile 2014

napDalla corrispondenza che si legge in prima pagina sul Corriere proveniente dal sommo colle del Quirinale sembra, o forse sembrerebbe, che il Presidente Giorgio Napolitano sia sul punto di dare le dimissioni visto che il governo Renzi affronta con decisione ed entusiasmo la politica delle riforme. (more…)

“Tacete, il nemico vi ascolta!”.

12 marzo 2014

Il simbolo dell’attuale fase politica sembra essere diventato il famoso manifesto di propaganda della Seconda guerra mondiale.  Quello in cui si vedeva un soldato con l’elmetto inglese in testa che, con una mano all’orecchio, cercava di carpire i segreti dell’Italia proletaria e fascista. (more…)

Ullala ullala questo è Il valzer… dei “moscerini”

6 marzo 2014

rodi S.L.J.

E ci siamo di nuovo! Cambia il direttore d’orchestra ma la musica è sempre quella: “suonata” per tasse e balzelli in Do (allo Stato) maggiore.
Eh si! Perché prima Monti, poi Letta e Renzi a seguire, siamo arrivati al 3° governo NON eletto dal popolo ma fortemente voluto da S.M. Re Giorgio.
Non che chi li ha preceduti abbia fatto qualcosa di diverso, ahimé; anche con lui/loro… “tutto chiacchiere e simbolo politico”.
A farne le spese, come al solito gli Italiani.
Ma su questo fantascientifico governo è stato già detto di tutto, di più e anche oltre; in realtà non si sa bene se per Roma siano stati più deleteri i palazzi dei poteri supremi o quelli (more…)

Chi ha la Golden Share sul governo Renzi?

4 marzo 2014

renzi(…) Nel linguaggio figurato della politica la golden share sul Governo la detiene chi può concretamente condizionarne i comportamenti.
Nel caso Renzi, chi può vantare questo potere?  Alla luce della nostra analisi certamente non saranno i partiti minori ad avere l’ultima parola.
E neppure gli stessi compagni di partito dell’ex sindaco di Firenze, visti i risultati conseguiti dal neo segretario nelle ultime direzioni nazionali del Pd.
Allora chi? I sospetti convergono verso un’unica direzione, quella dell’inquilino di Palazzo Grazioli.  (more…)

LA GRANDE BELLEZZA? NO, LA GRANDE MONNEZZA: ECCO LA ROMA DISASTRATA DI MARINO

1 marzo 2014

romaChiamatela La Grande Monnezza, Roma, caput mundi, città unica, così orgogliosa e cosciente di esserlo.
Altro che le immagini rarefatte di Paolo Sorrentino, le sue artificiose eleganze, pur nella decadenza.

Quella Roma è finta, irreale, nella sua disincantata e perturbante bellezza, non meno degli acquerelli colorati da Alberto Sordi o Carlo Verdone.
Quella delle fontanelle, delle madonnelle, dei grezzi di periferia in canotta o delle sore cecioni ai mercati, anime popolari da sonetti del Belli che non esistono più.  (more…)

UN GOVERNO ASSURDO QUANTO I SUOI MINISTRI. CHIEDIAMOCI PERCHE’?

24 febbraio 2014

Cercando, con grande fatica, di dare una spiegazione ad ogni cosa, mi sto renzi-620x420arrovellando il cervello alla ricerca di una spiegazione che giustifichi perché l’innovatore Renzi stia dando vita a quanto di più scontato e prevedibile potesse accadere.
Il rottamatore , colui che doveva dare una svolta epocale alla nostra vita politica, ci ha appena proposto un Governo obsoleto negli intenti e nei personaggi.  (more…)

E’ DEMOCRAZIA O DITTATURA COSTITUZIONALE?

19 febbraio 2014
Vincenzo Maria Gullace

Vincenzo Maria Gullace

Sentire la necessità di dare un titolo così grave , confesso che mi mette disagio e imbarazzo.  Mai avrei pensato di dover scrivere su un tale argomento , ma gli ultimi eventi lo impongono specialmente alla mia coscienza.  Un popolo civile deve poter contare su rappresentanti che operino per il bene del paese e della collettività e per giungere ad un tale livello c’è solo un modo, decidere chi sarà a rappresentarli attraverso una scelta.

Ebbene questo fondamentale diritto viene di tanto in tanto disatteso e a fare tutto questo è colui che dovrebbe garantirlo in quanto custode della Costituzione, il Presidente della Repubblica.

Fu Scalfaro il primo ad appropriarsi di poteri che non gli competevano in questa materia e la storia si ripete con Napolitano.

Alan Friedman

Alan Friedman

Il Presidente della Repubblica non può sottrarre al popolo un diritto fondamentale come quello di vedere i propri rappresentanti alla guida dello Stato di diritto, specialmente in questo preciso momento storico segnato dal  prevedibile fallimento del cosiddetto governo delle larghe intese voluto dal Presidente Napolitano .

Un diritto dovere inalienabile, quello di eleggere i propri rappresentanti e la guida del governo del (more…)

LETTA/ALFANO: GOVERNO DEI SENZA … ‘QUID’

1 febbraio 2014

La scommessa di Angelino Alfano e degli scissionisti del Nuovo Centrodestra era di restare al Governo almeno fino al 2015 e svuotare News repertorioprogressivamente Forza Italia di tutti quelli decisi a non fare la fine dell’“ultima raffica” di un Berlusconi ormai condannato alla fine politica.

Questa scommessa puntava sul presupposto che il “Porcellum” sarebbe stato cambiato e che al suo posto sarebbe venuta una legge elettorale a base proporzionalistica destinata a rendere perpetua (more…)

Siamo alle solite: Italia zerbino del mondo, anzi, in questo caso, pattumiera.

20 gennaio 2014
Porto di Gioia Tauro

Porto di Gioia Tauro

Si ricordano della nostra posizione strategica nel Mediterraneo solo quando gli fa comodo, avevano bisogno un porto dove trasbordare le pericolosissime armi chimiche, provenienti dalla Siria e dirette in America, per essere distrutte, e pensano bene di utilizzare un porto Italiano senza farsi tanti scrupoli e senza dover (more…)

Se la Repubblica seppellisce il comunismo e il Corriere boccia l’accoglienza degli immigrati vuol dire che i poteri forti cercano consenso al centro

15 gennaio 2014

immigrati3_600X220_90_CDue autentici macigni, nel giro di dieci giorni, sono stati gettati nello stagno immobile e maleodorante della sinistra. Non dai partiti di quello schieramento, bensì dalle espressioni di quei poteri forti che gli dettano la linea: i grandi (o meglio, grossi) quotidiani Repubblica e Corriere della Sera.

Il primo ha dedicato l’inserto “il Venerdì” uscito circa dieci giorni fa quasi (more…)

COSENZA: COMMERCIANTE “CACCIA” LO STATO DAL SUO NEGOZIO. NON USA IL REGISTRATORE E VENDE CON LO SCONTO DEL 21%, EQUIVALENTE ALL’ALIQUOTA IVA

10 gennaio 2014
Roberto Corsi

Roberto Corsi

“Non pago più nessuna tassa”: Roberto Corsi, il commerciante che “caccia” lo Stato dal negozio“
”Sono stanco di essere vessato e ricattato da persone che dovrebbero tutelarci e che non lo fanno”: ecco la protesta di un commerciante cosentino“

Ha portato il registratore di cassa fuori dal suo negozio di Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza. Ha promesso che non batterà più uno scontrino: i soldi delle ricevute (more…)

L’Europa vuole che ci sia conformismo e bastona qualsiasi anelito libertario.

10 gennaio 2014

letta“Ma non ti vergogni?
Che ci fai in piazza con i Forconi?”, afferma con sguardo beffardo una giornalista della Rai.
Ad una simile affermazione, spontanea e naturale per la dipendente pubblica, non rimane che rammentarle che ci dovrebbe rendere edotti su come e quando sia stata assunta in Rai: chi l’abbia “appoggiata” e, (more…)

Terremoto a palazzo vecchio: “Renzi ha speso 60 milioni di soldi pubblici tra cene, viaggi e prebende: ecco le prove.”

9 gennaio 2014

di Maria Cristina Giovannitti

Matteo-RenziLo chiamano il ‘Breaveheart di Firenze’ perché il suo è un coraggio impavido ed affronta Matteo Renzi a viso aperto.Alessandro Maiorano, dipendente comunale a Firenze ha denunciato al MeF, alla Corte dei Conti e alla Guardia di Finanza tutte quelle “spese di rappresentanza” compiute dal rottamatore e poco chiare: 20 milioni di soldi pubblici spesi da Renzi in soli 4 anni con i quali ha pagato alberghi di lusso, colazioni, pranzi e cene in varie trattorie. Addirittura Renzi ha dato 100 (more…)

MORIREMO SOFFOCATI DALLE TASSE, MA COI CONTI IN ORDINE. «SONO SODDISFAZIONI»

8 gennaio 2014

Lo «Stato corporativo» minaccia la «pace sociale».
In un duro editoriale sul Corriere della Sera, Angelo Panebianco critica il fatto che la maggioranza di governo abbia votato un emendamento (more…)

LE PROVINCE? E SE ABOLISSIMO LE REGIONI?

8 gennaio 2014

totò“Le Regioni dovevano unire il Paese, ma hanno aumentato le differenze, e allo Stato pesante si sono aggiunte le Regioni pesanti. L’attuale formula è insostenibile ed è meglio sciogliere che resistere”.
Un lapidario giudizio pronunciato non da qualche centralista conservatore, ma da Stefano Caldoro, che oltre a definirsi (more…)

POLITICA: AVEVAMO UN GENIO “A NOSTRA INSAPUTA”

7 gennaio 2014

image001Così, nascosto, discreto.
Ma era lì pronto a stupirci con le sue soluzioni geniali.  Il suo nome è MauroMario Mauro, e di professione fa il ministro della Difesa.

È un brutto periodo per i ministri della Difesa.
Perché oggi il mondo è asimmetrico e può capitare che l’offesa stessa dalla quale ci si debba difendere sia “non convenzionale”.  Non è necessariamente “l’offesa” un conflitto regolare: può essere economica, culturale.  Ma anche informativa: può esserla anche una dichiarazione affrettata ed improvvida. (more…)

SPENDING REVIEW… ossia: come mettere ancora le mani nelle tasche degli italiani.

28 novembre 2013

di S.L.J.

spendingEvviva. Dopo tanto studiare, fare, disfare, siamo arrivati finalmente alla soluzione finale, al rimedio per tutti i mali della nostra povera economia malata: la spending review. Intanto dovrebbero spiegarci il motivo perché  ci si ostina a usare termini stranieri per indicare qualcosa di italianissimo, chiamiamola quindi “revisione di spesa”, così anche le persone più anziane (che difficilmente nella loro vita hanno avuto modo di studiare (more…)

Burocrazia: “Ho visto cose che… voi umani non potete neppure immaginare”.

13 novembre 2013

di S. L. J.

Non è solo una frase estratta dal film “Blade Runner”. E’ anche, soprattutto, la realtà di quei posti che si chiamano “pubbliche amministrazioni” dove tutto dovrebbe funzionare, secondo i canoni della semplificazione (more…)

L’ITALIA NON E’ RIFORMABILE! PER SALVARLA CONTINUERANNO A TASSARE

8 novembre 2013

E’ finanche nauseante sentire Letta, Alfano e Napolitano che tessono le lodi di una manovra economica patetica e ladronesca tanto quanto quelle di Monti o Berlusconi. Il tentativo del “clan degli statalesi” di raccontare (more…)

Morte di Osama Bin Laden, ma era proprio “Mission Impossible” ?

3 maggio 2011

di Ciuenlai

Osama Bin Laden

Che titolo ha o avrà questo Film. E chi ne sarà protagonista : 007, l’eroe di mission impossible, il governatore della California? Parliamo di Film perché di cose che non quadrano ce ne sono e tante.
1) Il più grande ricercato del mondo moderno viveva in una bella villa al centro di una tranquilla cittadina della periferia della capitale pakistana, sede (sic) di un centro di addestramento dell’esercito. Altro che uomo delle caverne! E’ come se al Capone si fosse rifugiato in un appartamento dentro West Point.
2) Il più grande ricercato del mondo non aveva praticamente una guardia del corpo. Sono bastati 15 uomini e 15 minuti per decretarne la fine. Potente e molto affezionata al suo capo questa Al Qaida!
3) Il più grande ricercato del mondo viene deliberatamente ucciso. Non doveva essere catturato. Niente interrogatori e niente processi. Meglio non rischiare?
4) Il più grande ricercato del mondo non viene seppellito viene gettato in mare. Il cadavere non lo ha visto nessuno, anzi la foto l’abbiamo vista in Tv, ma dice che era un falso. Solo la foto?
E potremmo scrivere un libro di dubbi, come in tutte le vicende statunitensi, nelle quali finction e realtà si toccano, nella migliore delle tradizioni hollywoodiane. Uno dei più informati “americanisti” italiani Gianni Riotta ha detto a Sky, che servizi di sicurezza pakistani “deviati” hanno probabilmente aiutato e coperto Bin Laden. Ma i servizi di sicurezza del Pakistan, dell’Arabia Saudita, dell’Egitto non vanno nemmeno a fare pipì senza il consenso di quelli americani. Voleva forse dirci che tutti sapevano? Voleva forse dirci che il personaggio era ormai un ingombro?. Voleva forse dirci che gli Usa sono costretti, per ragioni di bilancio, ad abbracciare la linea del disimpegno militare e , per questo, come prima cosa, dovevano far sparire il “nemico”, da loro stessi creato?
E visto che siamo in una specie film, non teneteci in ansia: quello ammazzato era il protagonista o una sua controfigura?

GIUSTIZIA, IL PROCESSO BREVE PASSA ALLA CAMERA

18 aprile 2011

RIFLESSIONE DI FRANCESCO BORDONI

La camera ha approvato il disegno di legge sul c.d. “processo breve” o “prescrizione breve” con 314 voti contro 296. Il provvedimento passa ora al senato e se non vi saranno ulteriori modifiche il disegno di legge diventerà legge.
IN CHE COSA CONSISTE?
Il punto chiave è l art 3. Infatti la prescrizione di un processo (cioè l’estinzione del reato) si calcola sul massimo della pena aumentato di un 1/4. Ora con il testo ieri passato a Montecitorio questo 1/4 diventa un 1/6. Ad es. Per un certo reato la cui pena massima è di dieci anni la
prescrizione attuale scatta dopo 12 anni e 1/2. Invece quando la legge saràpassata la prescrizione sarà di 11 anni e 6 mesi.Suddetta modifica vale per gli incesurati ed sono esclusi i reati di grave allarme sociale. In generale il disegno di legge stabilisce che la durata del processo non possa superare i 3 anni in primo grado i 2 anni in appello e l’ anno e mezzo in cassazione.
Quindi 6 anni e mezzo in tutto che permetteranno di avere procedure più veloci rispetto ai tempi medi della nostra giustizia.

L’ITALIA, L’EUROPA, IL BAMBINO E L’ACQUA SPORCA

14 aprile 2011

Mario Michele Pascale

Lasciate che vada controcorrente. Talmente controcorrente da sorreggere, nel suo scoramento, nella sua tristezza ed amarezza, un esponente della lega nord; il ministro Maroni.  A differenza di quel manichino della Standa, del suo collega agli esteri Franco Frattini, non ha molta grazia nel reagire alle umiliazioni e, di tanto in tanto, si risente.  Ben altra la strategia del buon Frattini che ad ogni pugno sullo stomaco reagisce con un bel sorriso ed un cambio di cravatta.  Peggio, probabilmente, ci sarebbe stato solo Bersani che, trattato dalla comunità internazionale come la cugina sfigata di Cenerentola, avrebbe finito la pazienza e risposto con una sonora … raccolta di firme. L’Italia è ai margini.
Ai margini dell’Europa, ai margini della Nato, ai margini dell’economia che conta e che si sviluppa, per non parlare della cultura e dell’innovazione.  Provincia delle provincie, essa, nelle crisi internazionali degli ultimi anni, è stata sempre fanalino di coda e cagnolino ubbidiente, pronta a rispondere al fischio dei padroni inviando truppe in mezzo mondo.   Esattamente come i servi che temono il bastone, il nostro paese ha ecceduto in zelo per ingraziarsi i padroni.  Il risultato è stato a dir poco ridicolo.  Abbiamo partecipato ad una guerra avviata per evitare di essere colpiti dalle famose armi chimiche di Saddam Hussein (Voi le avete viste? Io no!).  Abbiamo largheggiato in stupende elargizioni di denaro per tenere a bada i migranti, prima all’Albania, che dietro lauto pagamento “difende” le nostre frontiere ad est, poi alla Libia di Gheddafi (pessimo investimento) che doveva tamponare il Mediterraneo ed evitare che le carovane dei disperati che traversavano il Sahara giungessero fino a noi.  Gli albanesi sono stati onesti; hanno rispettato e rispettano il “contratto”. La Libia, invece, ha avuto la stessa parabola di un’azienda che ha preso un lauto appalto pubblico; appena ne ha avuto convenienza ha dichiarato fallimento, lasciando i cocci ai creditori.
Eppure che Gheddafi fosse “leggermente instabile” sul suo trono era una cosa largamente risaputa; solo noi siamo stati in grado di riceverlo e trattarlo come un sultano. Il ridicolo poi si tramuta in pianto di vergogna quando pensiamo alla versione che la leadership italiana ha dato di questi avvenimenti al paese. A sinistra si è propagandata la vecchia idea del corridoio balcanico, risalente all’età di Crispi, contemporaneamente facendo attenzione a rimanere ben proni all’alleato americano. A destra si è rivendicato (udite udite!) un ruolo di mediazione tra un Obama, che reputa Berlusconi inaffidabile, ed un Putin molto amichevole e disinvolto a parole, ma sostanzialmente sempre distante e guardingo. A farla breve, l’azione di Berlusconi in politica estera ha dato solo fastidio ai due grandi, più o meno come l’assidua presenza di una sensale di matrimoni non richiesta. L’unica cosa che la politica estera italiana ha guadagnato, negli ultimi anni, è stato un leader della repubblica ceca con il pisello al vento a villa Certosa. Quasi quasi ci sarebbe da rimpiangere Craxi quando, per intenderci, i carabinieri affrontarono a muso duro i marines durante il caso dell’Achille Lauro. Ma quelli erano altri tempi …
L’Italia è la cerniera tra l’Africa e l’Europa.
E’ abbastanza ovvio che le ondate migratorie provenienti dal continente africano ci investano.
Noi abbiamo il dovere dell’accoglienza, ma questo non autorizza i nostri soci europei a lasciarci soli. Invece siamo soli; certo la diplomazia è già al lavoro per ricucire lo strappo, saremo inondati da un mare di rassicurazioni, tutte molto filistee, ma le frontiere resteranno chiuse. I nostri fratelli dell’Unione Europea sono furbi. Che la patata bollente resti in Italia.  A questo punto mi domando, semplicemente, cosa voglia dire Europa.  Quando penso e vedo l’Unione Europea io vedo una moneta (l’euro) ed i suoi sacerdoti.  Vedo nazioni che collassano perché non riescono a tenere il passo delle altre e vedo la cura che l’unione impone; una cura fatta di sacrifici, di controllo sul debito pubblico, una cura con enormi effetti collaterali in termini di occupazione e potere d’acquisto dei salari, già messi in crisi dalla esistenza stessa della moneta comune. Di chi è quindi l’Europa?
Dei cittadini o delle banche?

E’ più importante salvare il sistema creditizio o rilanciare l’occupazione?
Cosa conta davvero, l’economia, le cifre, le statistiche o la qualità della vita dei cittadini europei?
Dall’esterno, se guardiamo l’Unione, vediamo un’imponente macchina burocratica, che dà regole e che, generosamente, eroga contributi.

Questo potente meccanismo è però gestito da una casta sacerdotale di burocrati che ha riti e codici propri; dialoga solo con i suoi pari.  Avete provato voi cittadini a capirci qualcosa sui finanziamenti dell’Unione? Come fa, ad esempio, un’associazione culturale a trarre beneficio da questa marea di denaro? Lasciate stare, è un circuito vizioso da cui i cittadini sono tagliati fuori.  La domanda sorge spontanea.  Di chi è l’Unione Europea?  Dei cittadini o delle elites burocratiche?
Di chi fa cultura, istruzione, formazione, occupazione, di chi suda ogni giorno nella “economia reale” o di pochi burocrati specializzati “padroni” dei rapporti con Bruxelles e Strasburgo?

Oltre al livello di partecipazione dei cittadini, l’Europa non funziona neanche da un punto di vista politico.  Dov’è il tanto decantato coordinamento in politica estera che, sul lungo periodo, avrebbe addirittura portato ad un esercito europeo?  Dove sono le decisioni condivise, se paesi come l’Italia vengono trattati come parenti poveri?  E i parenti realmente “poveri” come la Grecia, il Portogallo, i paesi baltici cosa sono in quest’ottica, se non semplice carne da macello?  “Meglio soli che male accompagnati”, dice il ministro Maroni.  Francamente non saprei dargli torto.
Quel che mi dispiace è che la ragion di stato lo farà “rinsavire” e ritornare ai soliti bizantinismi.
Ma quel che realmente importa è che il re è nudo. L’Unione Europea si è spogliata della sua aura di sogno e di progettualità, per evidenziare l’unica natura che nel tempo si è solidificata; l’interesse di parte e la burocrazia, che si mescola al profitto commerciale di pochi.
Io, come molti, sono cresciuto con il mito della comunità europea e con l’idea di esserne cittadino.
Mi ritrovo ad essere invece cittadino di una periferia senza alcuna dignità. Il nostro compito, allora, è quello di costruire un’Europa nuova, fatta di solidarietà, di servizi per i cittadini che abbiano come fine ultimo il miglioramento della qualità della vita di tutti. Un’Europa che noi possiamo realmente chiamare “casa” dove, dovunque ci troviamo, siamo padroni e non ospiti più o meno graditi.
Dove circolino le idee, le persone, le culture e non solo ed esclusivamente i biglietti da 10, 50 e cento euro. Un’Europa con una sola e coerente politica estera, frutto della solidarietà ed ispirata al rispetto dei diritti umani nel mondo e che ripudi quel groviglio di sentimenti post colonialisti, ammantati di fariseismo, che oggi pervadono l’azione dei paesi che contano. La sfida è aperta.
Ma bisogna portarla avanti con coraggio.  Uno dei mali delle forze progressiste, in Italia e in Europa, è la sindrome “dell’acqua sporca”.  Un antico adagio ci ripete che “Non si può gettare il bambino con tutta l’acqua sporca”.  Questo per dirci che non possiamo liberarci di ciò che è negativo (l’acqua sporca) al prezzo di privarci di un grande risultato finale estremamente positivo (il bambino).  Ma la saggezza popolare è bifronte; potrebbe darsi anche il caso che il bambino e l’acqua sporca mettano in pericolo la vita della madre e che vi sia la necessità di fare una scelta, per quanto dolorosa.  Alle volte eliminare sia il bambino che l’acqua sporca potrebbe essere l’unica soluzione.  Certo, il nostro lavoro deve andare in direzione di un’Europa nuova, ma non dobbiamo commettere l’errore di scambiare lo strumento con il fine ultimo.  L’Europa nuova è positiva se è la casa dei cittadini.  Fare “l’Europa nuova” per consegnarla solo nelle mani dei banchieri non è una cosa molto saggia. In questo caso noi non faremo l’Europa, ma daremmo la vita ad un mostro che ci divorerebbe. Alle brutte sarebbe bene ricordarsi che essere soli, può essere meglio che essere male accompagnati ..

Mario Michele Pascale

EGOISTA E INSENSIBILE: USCIRE DA QUESTA EUROPA NON E’ UNA BESTEMMIA

14 aprile 2011

È davvero strano come un’idea che si è rivela­ta per molti versi un fallimento o quantome­n­o un vasto insuccesso sia protetta da radica­to tabù che rende difficile se non impossibi­le sottoporla a un serio vaglio critico.

Parlia­mo ovviamente dell’idea di Europa e della sua ver­sione politica, laUe, e di quella economica, l’euro. In parte questo tabù è do­vuto al fatto che la sinistra italiana, dopo il tramonto delle ideologie, ne ha fat­to una sorta di fede sostitu­tiva: morta la lotta di clas­se si è aggrappata ai tratta­ti di Maastricht. Assieme a questo decisivo contraf­forte ideologico, l’Europa ha piantato radici nell’idea che l’Italia aveva bisogno di un vincolo esterno per non anda­re a rotoli: era la tesi di Guido Carli, convinto che senza una sferza europea adulta e autorevole il nostro Pa­ese sarebbe rimasto una specie di ragazzino scavezzacollo e combina guai. Si tratta di attitudini di pensie­ro dure a morire che hanno sa­cr­alizzato la nostra appartenen­za all’Europa in modo anche più forte di un vincolo costitu­zionale. Così se l’europeismo è un dogma, chiunque lo metta in discussione è un eretico, de­gno di scomunica dal consesso civile.
È un effetto che si vede be­ne nelle reazioni alle parole di Berlusconi a Lampedusa, peral­tro quasi lapalissiane: “O l’Euro­pa è una cosa vera e concreta o meglio dividersi”.

Il presidente del Consiglio è stato trattato come un folle dal­la “grande” stampa e quella sua frase presa a controprova della sua scarsa lucidità. Al contrario Berlusconi ha detto una cosa molto semplice: se l’Europa è solo un guscio vuoto rischia di diventare un alibi all’ombra del quale Paesi più forti fanno pre­valere i loro interessi a detri­mento di quelli deboli. Ma inve­ce­ di farlo in uno scontro in cam­po aperto, con la possibilità per tutti di scegliersi il terreno più fa­vorevole e le alleanze globali più utili, si è costretti a dar batta­glia nel sottobosco politico- lob­bistico di Bruxelles e dintorni. Ieri si è sfogato anche il mini­stro Maroni dopo l’ennesimo “no” della Commissione ai per­m­essi temporanei per gli immi­grati tunisini: “Mi pare che se l’Europa è questa, francamente meglio soli che male accompa­gnati”. Ma l’Europa è questa. Lo si è visto con la crisi dei debiti sovra­ni e della zona euro prima e nell’ emergenza immigrazione dal Nord Africa poi: l’Europa non esiste se non nella gestione bu­rocratica di se stessa, ma nelle evenienze drammatiche e im­previste la soluzione “euro­pea”  finisce col coincidere con l’interesse dei più forti. Così l’Europa ha fatto pagare ai con­tribuenti europei il debito gre­co per proteggere le banche te­desche invase di titoli tossici del governo ateniese e ora aiuta la Francia a chiudere le sue fron­tiere contro l’invasione tunisi­na. Che non esista un politica eu­ropea è arrivato ad ammetterlo persino Romano Prodi, che per anni ne è stato una vestale: “È incredibile – l’ex presidente del­la Ue – vedere come l’Unione Europea sia del tutto imprepa­rata a favorire il cammino verso la democratizzazione (dei Pae­si arabi ndr).
Ci riempiamo la bocca di parole come libertà, di­ritti, democrazia e non abbia­mo nessuna politica pronta… È triste doversi accorgere che la politica estera europea non esi­ste”. Quanto al famoso “vincolo esterno” ne ha fatto giustizia un economista come Paolo Savo­na: “L’Italia ha accettato il vin­colo europeo nella promessa di un futuro migliore che non si è realizzato; anzi stringe la corda attorno al collo che si è volonta­riamente posta. Se l’Italia deci­de­sse di uscire dall’euro essa at­traverserebbe certamente una grave crisi di adattamento, con danni immediati ma effetti salu­­tari, quelli che ci sono finora mancati: sostituirebbe infatti il poco dignitoso vincolo esterno con una diretta responsabilità di governo dei gruppi dirigenti. Si aprirebbe così la possibilità di sostituire a un sicuro declino un futuro migliore”. Anche la stampa europea, quella stessa che viene chiama­ta in causa ogni giorno a ripro­va del discredito del governoBerlusconi si è accorta che qual­co­sa non funziona più come do­vrebbe. “Incapaci di mettere a punto regole comuni per l’asilo ostili ad ogni condivisione del fardello, rifiutando di pensare che la pressione dei clandestini si esercita molto più su alcuni che non su altri, i 27 offrono la desolante immagine di un pote­re senza linea direttrice e senza risposta di fronte alle sfide di do­mani”, ha scritto Le Monde del 9 aprile. Mentre El Pais ha sen­tenziato: “L’Italia si è sentita – e a ragione – abbandonata dall’ Europa”.
Berlusconi e Maroni hanno solo colmato un vuoto e detto chiaramente che anche con l’Italia non si scherza.

(tratto da Il Giornale)
Giancarlo Loquenzi
Link articolo su loccidentale.it