Posts Tagged ‘berlusconi’

LA GIUSTIZIA DEI SUPERUOMINI, CONTRO UN UOMO VERO!

23 giugno 2014

berlusconiQuest’uomo è veramente insopportabile, nonostante abbia già goduto della clemenza della giustizia, che si è limitata ad assegnarlo ai servizi sociali, anziché costringerlo ad domiciliari o internarlo in un alta torre, continua ad insolentire i magistrati e le leggi Italiane.

Pensate durante il processo “Lavitola” ha osato dire: “la magistratura è incontrollata, incontrollabile, irresponsabile e ha l’impunità piena”. (more…)

DUNQUE NAPOLITANO (FORSE) ADDIO?

30 aprile 2014

napDalla corrispondenza che si legge in prima pagina sul Corriere proveniente dal sommo colle del Quirinale sembra, o forse sembrerebbe, che il Presidente Giorgio Napolitano sia sul punto di dare le dimissioni visto che il governo Renzi affronta con decisione ed entusiasmo la politica delle riforme. (more…)

Chi ha la Golden Share sul governo Renzi?

4 marzo 2014

renzi(…) Nel linguaggio figurato della politica la golden share sul Governo la detiene chi può concretamente condizionarne i comportamenti.
Nel caso Renzi, chi può vantare questo potere?  Alla luce della nostra analisi certamente non saranno i partiti minori ad avere l’ultima parola.
E neppure gli stessi compagni di partito dell’ex sindaco di Firenze, visti i risultati conseguiti dal neo segretario nelle ultime direzioni nazionali del Pd.
Allora chi? I sospetti convergono verso un’unica direzione, quella dell’inquilino di Palazzo Grazioli.  (more…)

UN GOVERNO ASSURDO QUANTO I SUOI MINISTRI. CHIEDIAMOCI PERCHE’?

24 febbraio 2014

Cercando, con grande fatica, di dare una spiegazione ad ogni cosa, mi sto renzi-620x420arrovellando il cervello alla ricerca di una spiegazione che giustifichi perché l’innovatore Renzi stia dando vita a quanto di più scontato e prevedibile potesse accadere.
Il rottamatore , colui che doveva dare una svolta epocale alla nostra vita politica, ci ha appena proposto un Governo obsoleto negli intenti e nei personaggi.  (more…)

LETTA/ALFANO: GOVERNO DEI SENZA … ‘QUID’

1 febbraio 2014

La scommessa di Angelino Alfano e degli scissionisti del Nuovo Centrodestra era di restare al Governo almeno fino al 2015 e svuotare News repertorioprogressivamente Forza Italia di tutti quelli decisi a non fare la fine dell’“ultima raffica” di un Berlusconi ormai condannato alla fine politica.

Questa scommessa puntava sul presupposto che il “Porcellum” sarebbe stato cambiato e che al suo posto sarebbe venuta una legge elettorale a base proporzionalistica destinata a rendere perpetua (more…)

L’Europa vuole che ci sia conformismo e bastona qualsiasi anelito libertario.

10 gennaio 2014

letta“Ma non ti vergogni?
Che ci fai in piazza con i Forconi?”, afferma con sguardo beffardo una giornalista della Rai.
Ad una simile affermazione, spontanea e naturale per la dipendente pubblica, non rimane che rammentarle che ci dovrebbe rendere edotti su come e quando sia stata assunta in Rai: chi l’abbia “appoggiata” e, (more…)

LIBRI: “IO E SILVIO, L’UOMO DAL SOLE IN TASCA”

7 gennaio 2014

ioIl libro di Gigi Reggi presentato a “STRISCIA LA NOTIZIA” da Ezio Greggio” Canale 5, Prima serata.

“E’ la prima volta che vedo Berlusconi a braccetto con un uomo”.

Questa la battuta di Ezio Greggio che ha accompagnato la presentazione del libro “Io e Silvio, l’Uomo dal sole in tasca” di Gigi Reggi, presentato questa sera a “Striscia la Notizia” in prima serata.

Il libro, edito da MGC Edizioni, racconta il “Berlusconi imprenditore televisivo” visto e vissuto da Gigi Reggi, il suo assistente personale per i rapporti con gli artisti e, in seguito, (more…)

L’ITALIA NON E’ RIFORMABILE! PER SALVARLA CONTINUERANNO A TASSARE

8 novembre 2013

E’ finanche nauseante sentire Letta, Alfano e Napolitano che tessono le lodi di una manovra economica patetica e ladronesca tanto quanto quelle di Monti o Berlusconi. Il tentativo del “clan degli statalesi” di raccontare (more…)

EGOISTA E INSENSIBILE: USCIRE DA QUESTA EUROPA NON E’ UNA BESTEMMIA

14 aprile 2011

È davvero strano come un’idea che si è rivela­ta per molti versi un fallimento o quantome­n­o un vasto insuccesso sia protetta da radica­to tabù che rende difficile se non impossibi­le sottoporla a un serio vaglio critico.

Parlia­mo ovviamente dell’idea di Europa e della sua ver­sione politica, laUe, e di quella economica, l’euro. In parte questo tabù è do­vuto al fatto che la sinistra italiana, dopo il tramonto delle ideologie, ne ha fat­to una sorta di fede sostitu­tiva: morta la lotta di clas­se si è aggrappata ai tratta­ti di Maastricht. Assieme a questo decisivo contraf­forte ideologico, l’Europa ha piantato radici nell’idea che l’Italia aveva bisogno di un vincolo esterno per non anda­re a rotoli: era la tesi di Guido Carli, convinto che senza una sferza europea adulta e autorevole il nostro Pa­ese sarebbe rimasto una specie di ragazzino scavezzacollo e combina guai. Si tratta di attitudini di pensie­ro dure a morire che hanno sa­cr­alizzato la nostra appartenen­za all’Europa in modo anche più forte di un vincolo costitu­zionale. Così se l’europeismo è un dogma, chiunque lo metta in discussione è un eretico, de­gno di scomunica dal consesso civile.
È un effetto che si vede be­ne nelle reazioni alle parole di Berlusconi a Lampedusa, peral­tro quasi lapalissiane: “O l’Euro­pa è una cosa vera e concreta o meglio dividersi”.

Il presidente del Consiglio è stato trattato come un folle dal­la “grande” stampa e quella sua frase presa a controprova della sua scarsa lucidità. Al contrario Berlusconi ha detto una cosa molto semplice: se l’Europa è solo un guscio vuoto rischia di diventare un alibi all’ombra del quale Paesi più forti fanno pre­valere i loro interessi a detri­mento di quelli deboli. Ma inve­ce­ di farlo in uno scontro in cam­po aperto, con la possibilità per tutti di scegliersi il terreno più fa­vorevole e le alleanze globali più utili, si è costretti a dar batta­glia nel sottobosco politico- lob­bistico di Bruxelles e dintorni. Ieri si è sfogato anche il mini­stro Maroni dopo l’ennesimo “no” della Commissione ai per­m­essi temporanei per gli immi­grati tunisini: “Mi pare che se l’Europa è questa, francamente meglio soli che male accompa­gnati”. Ma l’Europa è questa. Lo si è visto con la crisi dei debiti sovra­ni e della zona euro prima e nell’ emergenza immigrazione dal Nord Africa poi: l’Europa non esiste se non nella gestione bu­rocratica di se stessa, ma nelle evenienze drammatiche e im­previste la soluzione “euro­pea”  finisce col coincidere con l’interesse dei più forti. Così l’Europa ha fatto pagare ai con­tribuenti europei il debito gre­co per proteggere le banche te­desche invase di titoli tossici del governo ateniese e ora aiuta la Francia a chiudere le sue fron­tiere contro l’invasione tunisi­na. Che non esista un politica eu­ropea è arrivato ad ammetterlo persino Romano Prodi, che per anni ne è stato una vestale: “È incredibile – l’ex presidente del­la Ue – vedere come l’Unione Europea sia del tutto imprepa­rata a favorire il cammino verso la democratizzazione (dei Pae­si arabi ndr).
Ci riempiamo la bocca di parole come libertà, di­ritti, democrazia e non abbia­mo nessuna politica pronta… È triste doversi accorgere che la politica estera europea non esi­ste”. Quanto al famoso “vincolo esterno” ne ha fatto giustizia un economista come Paolo Savo­na: “L’Italia ha accettato il vin­colo europeo nella promessa di un futuro migliore che non si è realizzato; anzi stringe la corda attorno al collo che si è volonta­riamente posta. Se l’Italia deci­de­sse di uscire dall’euro essa at­traverserebbe certamente una grave crisi di adattamento, con danni immediati ma effetti salu­­tari, quelli che ci sono finora mancati: sostituirebbe infatti il poco dignitoso vincolo esterno con una diretta responsabilità di governo dei gruppi dirigenti. Si aprirebbe così la possibilità di sostituire a un sicuro declino un futuro migliore”. Anche la stampa europea, quella stessa che viene chiama­ta in causa ogni giorno a ripro­va del discredito del governoBerlusconi si è accorta che qual­co­sa non funziona più come do­vrebbe. “Incapaci di mettere a punto regole comuni per l’asilo ostili ad ogni condivisione del fardello, rifiutando di pensare che la pressione dei clandestini si esercita molto più su alcuni che non su altri, i 27 offrono la desolante immagine di un pote­re senza linea direttrice e senza risposta di fronte alle sfide di do­mani”, ha scritto Le Monde del 9 aprile. Mentre El Pais ha sen­tenziato: “L’Italia si è sentita – e a ragione – abbandonata dall’ Europa”.
Berlusconi e Maroni hanno solo colmato un vuoto e detto chiaramente che anche con l’Italia non si scherza.

(tratto da Il Giornale)
Giancarlo Loquenzi
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